Uvadatavola.com | Stati generali dell’uva da tavola: servono programmazione e aggregazione

Uvadatavola.com | Stati generali dell’uva da tavola: servono programmazione e aggregazione

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Ad un anno dalla fondazione della Commissione italiana Uva da Tavola i soci si incontrano e danno vita agli “stati generali dell’uva da tavola“. Massimiliano Del Core, presidente della CUT, ricorda che: “L’industria dell’uva da tavola, in Italia, è la seconda per reddito e valore”.

Certe cose è necessario dirle, ripeterle e ripetersele. Perché è importante che tutti gli attori della filiera siano consapevoli del proprio valore. Le scelte personali e collettive, infatti, dipendono anche dalla percezione del sé e del noi.

Perché se c’è la crisi dell’automotive lo Stato si sente chiamato in causa e si adopera immediatamente per supportare il sistema? Perché l’industria automobilistica è percepita da tutti come un’industria capace di dare lavoro a centinaia di migliaia di persone e generare ricchezza per il Paese. Perché tutto ciò, se translato sull’agricoltura avviene con un forte ritardo e con un clamore più basso? Perché la società non percepisce appieno il valore – del settore primario in generale, e dell’uva da tavola in particolare -. Ecco uno degli obiettivi da raggiungere: rendere i produttori ed i consumatori consapevoli del valore contenuto all’interno di ogni singolo chicco di uva.

L’Europa non basta più
Circa il 50% della produzione italiana di uva da tavola, come è noto, viene assorbita dal mercato estero, ma estero per noi, purtroppo vuol dire europeo: “Germania, Svizzera e Regno Unito sono i Paesi con cui abbiamo più scambi”, afferma Massimiliano Del Core.

Oggi però con l’aumento delle superfici vitate nel mondo – spinte anche dai cambiamenti climatici – l’Unione Europea è un mercato che ci sta sempre più stretto. Trovare nuovi sbocchi risulta pertanto vitale per il settore.

Per questo, fa sapere Del Core: “La CUT sta lavorando per poter offrire il prodotto italiano su alcuni potenziali mercati oltremare: Sud Africa, Cina, Tailandia e Vietnam”. A tal riguardo abbiamo tanto da imparare dalla strategia dei cugini spagnoli (Se l’argomento ti interessa leggi l’interessante intervista a Renzo Piraccini, presidente di MACFRUT).


Uve con seme vs uve senza seme / prodotto sfuso vs confezionato / Bio vs integrato.
Le eterne battaglie tra uve con e senza semi e prodotto condotto in bio o in integrato possono essere risolte semplicemente ascoltando il mercato e programmando di conseguenza le produzioni (come ribadito in questo articolo dall’agronomo Vincenzo Demattia).

Complessivamente, ad oggi, le superfici italiane interessate dalle uve apirene sono il 30% del totale. La domanda di prodotto senza seme, condotto in Bio e confezionati tende a crescere e bisognerà essere in grado di rispondere razionalmente a queste precise esigenze dei consumatori.

Il presidente della CUT ribadisce che abbiamo già gli strumenti per gestire tutto ciò: “Programmare in modo analitico e coordinato grazie al catasto varietale e all’aggregazione, investire in innovazione varietale, tecnologica e promozione“.


Puntare sul Made in Italy
Successivamente la parola è passata a Annabella Donnarumma, esperta di mercato tedesco e profonda conoscitrice della filiera ortofrutticola italiana. Anche dall’intervento dell’esperta è emersa la necessità dell’aggregazione: “L’Italia deve puntare sulla qualità e sul valore aggiunto del Made in Italy per poter avere la meglio sui prezzi stracciati delle uve spagnole e greche, ma la filiera deve essere unita”.


Il web meeting si ha poi trattato – per bocca di Vincenzo Cerone, esperto di assicurazioni agricole per Confagricoltura – l’interessante strumento delle assicurazioni come mezzo per cautelare le aziende agricole dalle sempre più frequenti calamità naturali (clicca qui per approfondire).

Rodolfo Occhipinti – agronomo afferente allo studio agronomico Sata – ha poi concluso illustrando la piattaforma digitale BlueKanGo. Un servizio informatico che permette di seguire la merce in tempo reale: registrare controlli, effettuare analisi statistiche, salvare e condividere i report eseguiti, inserire i capitolati e le specifiche tecniche di ciascun cliente.

Fonte Uva da Tavola