FreshPlaza | Uva da tavola: cos’è la CUT e perche’ associarsi?

FreshPlaza | Uva da tavola: cos’è la CUT e perche’ associarsi?

Tra Puglia, Sicilia e Basilicata sono circa 45.000 gli ettari totali dedicati a uva da tavola: un indotto che vale oltre un miliardo di euro, ma che potrebbe fare molto di più se tutti gli attori collaborassero e seguissero un unico obiettivo. “Proprio come avviene in altri Paesi, come California, Cile e Sudafrica, abbiamo dato vita alla prima Commissione Italiana dell’Uva da Tavola (CUT), affinché diventi un aggregatore in cui vengono rappresentate tutte le professioni della filiera. Non si tratta di un’organizzazione di produttori o di un ente sindacale, ma semplicemente di un’associazione con sede a Rutigliano (Bari), che lavora in squadra con produttori, tecnici e imprese, siano esse specializzate nella commercializzazione di prodotti o di servizi”.

E’ questo il commento di Donato Fanelli, uno dei componenti della CUT, il quale aggiunge: “L’uva è tra i prodotti italiani più venduti all’estero, ma spesso si verifica una concorrenza spietata che non porta da nessuna parte. Negli anni, infatti, ognuno ha cercato di andare per conto suo, facendo così sgretolare la filiera. Mercati e innovazione sono i presupposti per il futuro, facilmente realizzabili se tutti gli attori dialogano tra loro. Nella CUT abbiamo uno scambio virtuoso, perché la filiera dell’uva da tavola possa avere la sua efficacia ed efficienza. In altri parti del mondo, grazie ad associazioni come la nostra, si è riusciti a far crescere sia gli ettari coltivati sia il valore dell’uva esportata. Un risultato che vogliamo perseguire anche in Italia, soprattutto ora che ci siamo fatti promotori per la costituzione e il riconoscimento del Distretto Produttivo Agroalimentare dell’Uva da Tavola, un traguardo che consentirà di accedere ai fondi e utilizzarli per innovazione, formazione e promozione”.

“Finora, sono circa 100 le aziende che hanno deciso di iscriversi alla CUT. Per l’ingresso occorre pagare una quota associativa che, per le aziende agricole, viene calcolata in base agli ettari piantati; per le imprese commerciale è calcolata sulla base delle tonnellate di uva venduta, mentre per le imprese di servizi chiediamo una quota fissa una tantum. I progetti e le idee sono tanti, ma solo uniti potremo percorrere la via della competitività e dell’innovazione dell’intero comparto”.

Autore Vincenzo Iannuzziello

Fonte FreshPlaza